Le azioni da intraprendere

Dall’Unita’ d’Italia sino ad oggi il Mezzogiorno è stato marginalizzato con ripetute scelte politiche dello Stato centrale che hanno favorito lo sviluppo delle aree settentrionali determinando la realtà odierna che, di fatto, presenta nel Paese due diversi e distanti assetti sociali ed economici.

Ovviamente ciò è stato possibile anche per la colpevole acquiescenza di parte delle classi dirigenti meridionali che hanno preferito gestire le risorse disponibili in una logica di scambio politico-clientelare (anche con le organizzazioni criminali) all’insegna del familismo amorale e delle logiche di clan politici e di affari.

Anche l’occupazione del territorio meridionale da parte della malavita organizzata dimostra un fallimento delle politiche nazionali a cui le costituzioni operanti dall’unità ad oggi affidavano i poteri sulla magistratura e sulle forze dell’ordine: si può affermare che i cittadini sono rimasti soli innanzi all’arroganza delle mafie, fatto dimostrato anche dai tanti sacrifici di magistrati, carabinieri, poliziotti, giornalisti e cittadini, colpiti per avere osato reagire.

La difficile esperienza della pandemia COVID,mette alla prova le potenzialità civili ed umane di un popolo che vuole rinascere come protagonista della propria storia.

È questo uno dei punti nodali per lo sviluppo del Mezzogiorno d’Italia; oltre alla necessaria solidarietà da parte del resto del Paese, serve creare delle comunità civiche basate su rapporti orizzontali di reciprocità e cooperazione, per promuovere la fiducia, l’impegno civile, la tolleranza, lo sviluppo autopropulsivo con la valorizzazione delle risorse locali, l’autodeterminazione politica. Cambia la spinta della storia. Perché il Sud non è più periferico e marginale rispetto al nord del Paese ed all’Europa.

L’Italia torna ad essere strategica nella politica europea proprio perché il Mediterraneo ha riacquistato una sua centralità intrinseca. Dalla crisi dei migranti alla fine della globalizzazione come l’abbiamo conosciuta, tutto ci porta al cercare di capire le opportunità economiche, i rischi sociali, le politiche legate alle nuove dimensioni dei mercati, i cambiamenti dei sistemi di produzione e nel mercato del lavoro, i nuovi equilibri militari di area. Il Mediterraneo, che è mare interno, nella sua complessiva e complessa dimensione geo-economica e geo-politica, diventa per l’Europa una irrinunciabile opportunità, ed il Mezzogiorno federato potrà fare la sua parte agendo come un soggetto omogeneo di 18 milioni di abitanti che ha la massa critica, politica, economica e culturale per essere protagonista del suo futuro nello Stato italiano e nello scenario euro-mediterraneo.

Copyright Mezzogiorno Federato 2021. Tutti i diritti riservati.